Memento Hominem

Specificatamente pensato per gli spazi museali, il progetto Memento Hominem si propone come format in cui l’uso della tecnologia e dello spettacolo non hanno solo scopi didattici ma sono strumenti integrati, finalizzati a restituire la voce umana agli oggetti in mostra. L’oggetto si avvicina a noi attraverso la tecnologia e noi percepiamo il suo racconto. Entriamo in contatto con lui, ne condividiamo così il passato, e vogliamo condividerne anche il futuro. Siamo pronti a prenderci carico del suo destino, perché comprendiamo che è il nostro stesso destino. Un museo è fatto di oggetti che hanno una storia. Avvicinare l’oggetto, poterlo vedere in modo diverso, sentire quello che ha da raccontare può annullare la distanza con il visitatore, rendendo la visita al museo più intensa e l’esperienza più ricca. La tecnologia e lo storytelling sono gli strumenti perfetti per questa opera di avvicinamento. Attraverso la digitalizzazione dell’immagine, l’accompagnamento di testi, audio, animazioni. Il Museo, infine, non è un luogo polveroso in cui sono accatastati oggetti inutili, che visitiamo se obbligati dalla scuola o da un mal inteso senso del dovere. Attraverso Memento Hominem lo riscopriamo come luogo in cui esseri umani di epoche e luoghi diversi parlano ad altri esseri umani di qui e ora. Di seguito mostriamo alcuni esempi di una prima sperimentazione resa possibile grazie alla collaborazione del Museo per la Storia dell’Università di Pavia MH_beccoMH_testa MH-microscopio MH-microscopio_animazione         MH_lampada MH_lampada_animazione         [clicca sulle immagini per vedere l’animazione]
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