Schisciott

SCHISCIOTT

ovvero La Fantasia Vi Renderà Liberi

In quale mondo vuoi vivere? Possono la tua fantasia e la tua passione cambiare il mondo, renderlo migliore? L’arte può farci vivere meglio? O è tutta un’illusione? locandina schisciott   Un attore e un’attrice lottano per mettere in scena l’avventura di don Chisciotte, ciascuno a suo modo, ciascuno con la sua visione del mondo. E così si inseguono, si assecondano, si ostacolano, generando una commedia irresistibile e selvaggia dove Romanzo e Commedia dell’Arte si mescolano fino al contagio finale. E’ sempre più difficile “leggere il mondo”; non solo per la sua crescente complessità, ma anche per la mancata abitudine di avere a che fare con narrazioni complesse, che mettano in relazione cause ed effetti, che non si accontentino di descrivere uomini ad una dimensione o trame banali e scontate. Se non sono più abituato ad affrontare le storie degli uomini, come posso pensare di capire il mondo in cui vivo? Scomporre la trama e i personaggi in situazioni e maschere non significa semplificare una materia complessa come quella del Romanzo, ma piuttosto individuare all’interno della narrazione gli elementi che la definiscono. Commedia e Romanzo rimangono, e devono rimanere, due mondi diversi e proprio attraverso un accostamento così irrispettoso si arriva a comprendere la forza del teatro e la complessità del romanzo. Vorremmo che il pubblico, dopo aver visto come la Commedia ha giocato con il Romanzo, dicesse: ecco, ho capito, si fa così!

vai al progetto Commedia & Romanzo

La Guerra dei Mondi Lo scontro tra Don Chisciotte e Sancio è il confronto tra due modi di intendere il mondo. Da un lato il colto hidalgo con le sue fantasie, le sue allucinazioni, il suo gusto per un mondo che forse è esistito solo nei romanzi. Dall’altro il buon senso popolare che dice pane al pane, che non si aspetta dalla vita che le cose che questa può veramente dare e che, in questa ottica, asseconda un padrone, perché bisogna lavorare per vivere. Lo scontro, però, è più titanico. Don Chisciotte sembra incarnare quel ragionamento di Nietzche che afferma: C’è un solo mondo ed è falso, crudele, contraddittorio, corruttore, senza senso. Noi abbiamo bisogno della menzogna per vivere. Per trovare la fiducia nella vita, l’uomo deve essere un mentitore, deve essere prima di ogni altra cosa un artista. Per questo don Chisciotte preferisce vedere cortesi castellani, potenti negromanti e delicate principesse, anziché laidi osti, sarti avari o prostitute guerce. Sancio è consapevole del potere consolatorio dell’arte e dei libri. Ma sa anche che la consolazione e l’immaginazione non possono essere sradicati dal mondo nel quale viviamo, mangiamo e ridiamo. Per questo concede al suo padrone le sue fantasie, per questo, però, gli chiede di viverle con intelligenza, perché possano migliorare la sua vita, ma non lo portino alla distruzione. Lo scontro allora serve a decidere come vivere. Se inzuppati nel reame della fantasia, perché non c’è scelta e questo è il migliore dei mondi possibili; o vivere meno gloriosamente in un mondo irto di difficoltà e usare la fantasia e l’arte per interpretare, capire e cambiare questo mondo. Una scelta difficile e attuale, in un tempo in cui l’informazione è sempre propaganda, gli ideali usano il linguaggio del marketing e le scelte di vita si confondono con le collezioni autunno-inverno.

Scroll Up