La Vedova Bianca

Attraverso una storia d’amore, lo spettacolo presenta uno degli aspetti più delicati e controversi delle varie problematiche che ruotano intorno al carcere. Non un’opinione univoca sul sistema carcerario, ma un’occasione di riflessione sul tanto discusso carattere rieducativo di quest’ultimo. La scena mostra le vite parallele di una coppia divisa dal carcere. Gli unici contatti sono quelli rappresentati dalle lettere che ci illustrano lo scorrere diverso del tempo e delle emozioni. La separazione modifica la percezione dell’esistenza e, indipendentemente dalla colpa, dalla pena e dalla legge, è sopportabile solo grazie alla speranza. Speranza di riunirsi, di vivere lo stesso tempo, di scoprire che l’attesa e la pena non sono state inutili. L’aspetto più poetico del testo incontra in scena il realismo di immagini, voci e rumori (lo spettacolo è in quadrifonia) registrati nel carcere di Bollate, in un montaggio che rivela il contrasto tra il luogo comune della storia d’amore e la realtà quotidiana della cronaca, fino ad ottenere un risultato dal forte impatto emotivo.
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