La Sirenetta

La Sirenetta UNA STORIA SOTTO E SOPRA IL MARE

un progetto Spazi Vuoti

Drammaturgia Lorenzo Piccolo

Regia Marta Arosio

alluce picn nic

Interpreti Sara Corso Lorenzo Piccolo Laura Pozone Silvia Zerbeloni

Luci-Costumi-Scenografia Elena Sala

con il patrocinio di fondazione Andersen 2005 di Odensee – Danimarca

Selezione PREMIO SCENARIOinfanzia 2006 Premio IRGOLI per il Teatro 2007 Menzione Speciale CALATIAFESTIVAL 2007 Premio Otello Sarzi – Nuove Figure del Teatro 2008 un progetto per uno spettacolo di teatro (e danza) per ragazzi Quattro persone in scena, lo spazio che volta volta cambia sostanza intorno a loro, delle parole che hanno un peso, dei corpi che hanno leggerezza. E una storia. Una storia porta con delicatezza, in palmo di mano, ché le storie sono cose fragili. Una storia consegnata con forza, a piene mani, ché le storie sono cose necessarie. il testo Il testo è una riscrittura della famosa fiaba di Andersen, fonte principale di ispirazione. Ha pure suggerito spunti importanti un’operina di Marguerite Yourcenar, ‘La Sirenetta, divertissement drammatico’, testo breve, incisivo, molto lirico e molto cupo. Il punto chiave di entrambi è l’elemento della trasformazione, del superamento di un limite: in una parola, della crescita. Si è cercata nella scrittura la difficile mediazione tra un linguaggio limpido e semplice e la necessità di mantenere comunque per ogni personaggio una parte di complessità e di mistero: non incappare nel banale e nel didascalico ma allo stesso tempo rendere chiaro e leggibile ogni passo della storia. le tematiche Tutti almeno una volta si sono sentiti ‘fuori posto’, ‘sbagliati’, ‘spaesati’… questa è la storia di come si debba lottare (a volte anche con se stessi) per capire quello che si vuole essere e, finalmente, diventarlo. E’ la storia di come niente è facile, o senza conseguenze, e di come non sempre accadrà quello che avevi pensato: ma un’altra cosa, nuova, inaspettata. La metafora del passaggio da un elemento all’altro – dall’acqua alla terra, dalla terra all’aria – ci accompagna attraverso un percorso di crescita segnato dalla più vera e dura delle sentenze: nel bene e nel male, non si torna mai indietro. l’allestimento Siamo alla ricerca di uno spettacolo intenso e molto fisico, concreto, che porti sempre sostanza al racconto, pur con la morbidezza richiesta da un pubblico di ragazzi. Per far questo il lavoro principale è stato e continua ad essere sugli attori, ai quali è affidata la responsabilità di condurre il gioco: gli elementi scenici sono ridotti all’essenziale, trasferendo nelle parole, nelle azioni, nei corpi degli attori tutti gli elementi visivi e gli ambienti della storia. E’ perciò un allestimento agile, adattabile anche a spazi non teatrali (palestre, atri, giardini). il gruppo SPAZI VUOTI è il nome che ci siamo dati (strizzando l’occhio al maestro Peter Brook) nella convinzione che il teatro abbia bisogno di fondarsi sull’attore come primo creatore ed evocatore dello spazio scenico. Un attore-autore che in ogni momento sia responsabile e artefice di un racconto. Noi riteniamo che il “teatro” sia in potenza molto di più, molto più ricco, vario e stimolante di quello a cui spesso ci troviamo davanti, e che la contaminazione di linguaggi e la ricerca poetica ne siano parte imprescindibile. Crediamo che il teatro-ragazzi non sia in nessun modo secondo al teatro “adulto”, d’autore e di parola, e che necessiti di uguale studio e uguale complessità; il nostro gruppo nasce dall’urgenza di creare uno spettacolo per ragazzi sincero, intenso, che non “sottovaluti” in nessun modo le piccole persone che ci troveremo di fronte, cercando al tempo stesso un codice limpido col quale capirsi. il pubblico Abbiamo pensato di portare davanti agli occhi di ragazzi di 8-12 anni (secondo ciclo elementare e medie) uno spettacolo che non risparmia nulla, che non edulcora, affidandosi al racconto semplice e onesto di una storia. Intendiamoci, nel nostro spettacolo si ride, e si ride molto. Ma anche: ci si spaventa, ci si commuove, ci si affeziona a dei personaggi, si condividono le loro avventure. E alla fine, insieme alla storia, forse sarà arrivato qualcosa di più.
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