H2O

H2O

Testo di: Mario Migliara

Adattamento e Regia: Riccardo Rigamonti Davide Ferrari

Musiche originali: Davide Ferrari

Esecuzione musicale dal vivo Martino Mocchi

con Davide Ferrari Riccardo Rigamonti

PERCORSI D’ACQUA VAI AL LABORATORIO COLLEGATO

H2O: se l’acqua c’è, ma se l’acqua non c’è? Piccolo Musical acquatico per bambini e ragazzi Noi beviamo l’acqua. Poi ci facciamo il bagno, d’estate, al mare. E la doccia, d’inverno, a casa. Oggi che l’acqua esce sempre dal rubinetto e che il mare è sempre bagnato. Ma domani? I nostri personaggi vivono nel 2048. L’acqua è sparita e loro per sopravvivere devono stare in grossi cubi: gli “umidificatori”. Il mondo è gestito dai magnati della finanza che hanno vietato la possibilità di pronunciare la parola “acqua”. Due giornalisti sono in prigione per aver pubblicato un libro. Ma anche in questo mondo grigio una goccia d’acqua è rimasta e compie il suo viaggio: passa sottoterra, dove incontra minatori impastati nella sabbia e nelle parole; esce in superficie da una fonte e parla con un vecchio pastore che vive di ricordi; scivola nel mare, dove trova due pesca tori senza più fantasia; infine evapora e va tra le nuvole. Lì si imbatte in due aviatori sgangherati che fanno pubblicità ad un bicchiere, per poi piovere giù e ricominciare il suo viaggio. E cambiare la vita delle persone, dando loro la gioia della vita e della fantasia L’intento didattico dello spettacolo Lo spettacolo tratta un tema molto importante: la necessità di non sprecare l’acqua. Attraverso una storia divertente e coinvolgente, i ragazzi vengono informati di un grande problema della nostra società e sensibilizzati ad agire in modo più attento nei confronti di un elemento fondamentale per la vita di tutti. Messo di fronte ad un futuro in cui, per la noncuranza del presente, l’acqua è finita, il pubblico è portato a riflettere sul mondo di oggi e sul proprio ruolo all’interno di esso. Lo spettacolo, inoltre, può essere utilmente inserito in percorsi didattici che trattano il ciclo dell’acqua, poiché il testo è costruito proprio tenendo a mente questo fenomeno naturale. La scenografia In scena un grande cubo nero rappresenta l’unico strumento di sopravvivenza per i nostri personaggi: l’umidificatore. Che è anche, però, una tortura per gli uomini senz’acqua del nostro futuro e che incombe su di loro, con la sua grandezza e il suo colore nero. Il cubo è anche un versatile elemento scenografico. È costruito con quattro facce diverse e come l’acqua si trasforma nel compiere il suo viaggio, così il cubo cambia: diventa barca, aereo, prigione, televisione. Attraverso semplici movimenti la scena cambia, donando al pubblico l’illusione del viaggio. La musica La musica è stata composta appositamente per lo spettacolo e ne è parte integrante. Nei momenti più importanti, quando si trovano di fronte ad una goccia d’acqua nel loro mondo secco, i personaggi non possono esprimere la loro gioia o i loro dubbi se non cantando e ballando, in una girandola di musica e movimento. La composizione delle musiche è stata una parte fondamentale delle prove. Bisognava trovare un tema giusto per ogni scena e per ogni emozione. Si è scelto un piano come strumento fondamentale e uno xilofono per i suoni dell’acqua, affidando agli arrangiamenti e agli stili di canto le variazioni necessarie. Ogni scena ha quindi un suo tema caratteristico, più un tema portante dello spettacolo che torna di volta in volta. In questo modo si rende riconoscibile una canzone che nel corso dello spettacolo viene memorizzata dal pubblico e può essere cantata insieme agli attori. Note di regia Il problema del teatro-ragazzi è quello di comunicare temi importanti senza annoiare il pubblico, di legare un intento didattico ad uno di intrattenimento. E’ il problema che ci siamo posti di fronte al testo di H20, che conteneva molti elementi educativi che era difficile rendere in maniera interessante. La nostra preoccupazione è stata quindi quella di far entrare il pubblico in un mondo, di coinvolgerlo nel nostro viaggio in modo che i messaggi gli arrivassero in modo quasi “osmotico” (per rimanere in tema acquatico), “indolore”, non spiegati, ma agiti. Abbiamo lavorato innanzitutto sui personaggi, caratterizzandoli nella voce, nel modo di camminare o nei gesti, per renderli credibili e allo stesso tempo divertenti. La caratterizzazione piuttosto marcata ci ha permesso di usare costumi simbolici ( elmetti per i minatori, canne da pesca per i pescatori…) in modo da rendere veloci i cambi, e non distruggere l’illusione del viaggio. La seconda preoccupazione , strettamente collegata alla prima, è stata quella della musica: come legarla al testo? Che stile usare? Una scena che ci è piaciuto molto costruire è stata quella dei minatori. Due minatori sottoterra scavano per procurare ai produttori di umidificatori il materiale necessario. La caratterizzazione dei personaggi ci ha portato a dotarli di strumenti per scavare. Avendo in mente la musica li abbiamo fatti scavare a ritmo e così il loro pezzo musicale è diventato molto ritmato: un rock ‘n roll. La musica entra nel testo e lo riempie, rimanendo ispirata ad esso e ai suoi contenuti. Ci aiuta a creare il nostro mondo e aiuta il pubblico ad entrarci. E ci piace pensare che un ragazzo, la sera dopo il nostro spettacolo, dica alla mamma di usare meno acqua e meno detersivo per lavare i piatti e poi si addormenti cantando: “lei gira leggera e se ne va’. Come un bacio che ci sfiora….”
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