Don Giovanni
di Molière
Il Don Giovanni di Molière è un uomo perennemente in fuga, un delinquente nemmeno troppo efferato, accompagnato da un fedele servitore verboso e pasticcione.
I due non sono mai nello stesso posto per più di due scene. Sicilia, Spagna ma anche il mondo intero potrebbero essere il teatro delle loro picaresche avventure.
In questo congegno tipicamente da Commedia, spira però il vento del tragico, freme come un’ombra di cupo terrore. C’è qualcosa all’orizzonte, una punizione terribile, che attende Don Giovanni… egli infatti non è solo un nobile scapestrato ma è anche un Angelo Distruttore, un demone, la personificazione stessa, non del Male - perché non è così elevata e nobile la sua malvagità - ma dell’assenza del Bene.
Don Giovanni è il demone della modernità, il grande negatore,colui che distrugge il Sacro proprio perché ha la coscienza di poterlo negare.
La folgore si abbatte su di lui non perché è un seduttore e ingannatore di donne, né perché è un assassino, né per le sue bestemmie e le sue professioni di ateismo, ma perché arriva a sfidare il più grande tabù dell’uomo, il tabù della morte.
Lo sberleffo finale dell’invito a cena del Commendatore da lui assassinato,
segna la sua condanna perché infrange un mistero che va al di là dell’umano.