COMPAGNIA DELLA CORTE
Ricerche & Produzioni Teatrali
 
 
Arianna
Testo
  1. Vittorio Renuzzi
Regia:
  1. Bruno Cavanna
 
Interpreti:
  1. Donatella Castagna
  2. Marco Continanza
  3. Ancilla Oggioni
  4. Riccardo Rigamonti
  
Foto di Scena
  1. Alex Bizzozzero
              
“Mia signora, mi piacerebbe a questo punto, andare a trovare tra i tuoi incubi il tuo Teseo.,
Mi piacerebbe, davvero.
Ma sei lui ti ha abbandonata su quest’isola deserta e io adesso lo faccio ritornare, la commedia è bella che finita.”
 
DOSSIER ARIANNA
 
Lo spettacolo è corredato da un denso dossier in cui vengono esplicitati i riferimenti storico-culturali utili per un lavoro di approfondimento didattico
 
File pdf con note per una lettura “didattica” dello spettacolo.
 
 
 
ARIANNA
Commedia in un atto
 
“..In realtà il disegno del labirinto è una mia opera.
E’ costruito come le volute di un cervello..
Che poi è anche la stessa forma dell’intestino.”
 
 
Arianna, abbandonata da Teseo, si risveglia su di un’isola del Mediterraneo.  La stessa isola su cui vive Ariel.
Fedele al precetto del suo maestro, Ariel indaga i sogni e gli incubi di Arianna per capire di quale sostanza sia fatta la giovane.
Attraverso la memoria di Arianna (con la vicenda dello scienziato genetista Dedalo) e i suoi sogni (con l’evocazione delle donne della letteratura e del mito che hanno vissuto l’abbandono) si arriva a sconfiggere l’incubo della protagonista: il Minotauro.
Per scoprire di essere prigionieri del Labirinto solo quando tentiamo di uscirne.
La commedia, giocata sui toni del grottesco e del surreale, usa come pretesto il mito di Arianna per esplorare il tema dell’ipocrisia usata da chi vuole nascondere la propria violenza, il proprio egoismo o i propri interessi personali. La logica, la scienza, la psicoanalisi la rabbia ammantata di buone maniere diventano, allora, gli strumenti con cui si toglie alla vittima la sua dignità, convincendola di essere altro, privandola di ogni giustificazione al suo necessario lamento.